This is the place where Andrea Resmini [andrearesmini.com], information architect and compulsive reader, posts incoherent mumblings and delirious ramblings for his own self-enlightenment. You been warned.

Fast. Possibly useless.

Self-quoting

Quando parliamo di progettazione dell’informazione non parliamo del singolo contenuto informativo, della singola notizia per così dire, ma proprio della struttura generale con la quale le informazioni vengono veicolate. Se pensi ad un giornale, al fatto che esistano regole per avere una prima pagina con l’editoriale, la notizia principale su tre colonne, e poi la cronaca, la pagina delle lettere, la sezione dello sport, e che ognuna di queste obbedisca a precise regole interne riproposte ad ogni edizione, hai un ottimo esempio di architettura dell’informazione. Poi pensa ad un libro: convenzioni diverse. Ed infine pensa agli scaffali di un negozio. Un sito web può essere tutte queste cose, anche insieme, ed altre ancora che non hanno un diretto equivalente nella nostra esperienza quotidiana. Per questo motivo è necessario progettarne l’architettura dell’informazione: per consentire alle persone di fruirne in modo efficiente. Un giornale organizzato come uno scaffale sarebbe forse interessante, ma probabilmente poco utile alla lettura. Quindi, si progetta l’informazione perché senza progetto non si dà reale comunicazione, ma solo estemporanea trasmissione di rumore.

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